PARLAMI! Come stimolare il linguaggio dei bambini, iniziamo a parlare con loro.

“La parola è la chiave fatata che apre ogni porta” (Don Milano, 1923-2023). Sono passati cento anni, eppure oggi più che mai vale la pena soffermarsi a riflettere sull’importanza della parola fin dalle prime fasi dello sviluppo.

Nel pensiero greco, il termine Lògos indica la «parola» che si articola nel discorso e, al tempo stesso, il «pensiero» che attraverso la parola prende forma ed espressione.

Partiamo dai bambini e dal valore di un ambiente stimolante, fondamentale per favorire lo sviluppo del linguaggio. Nell’interazione quotidiana con loro, noi adulti svolgiamo un ruolo cruciale: creiamo le condizioni perché possano ascoltare, comprendere e, gradualmente, esprimersi. Piano piano ci sintonizziamo con il nostro bambino, che ascolta parole pronunciate correttamente dall’adulto e vive esperienze comunicative positive. Questo lo incoraggia a parlare, anche se ogni bambino ha i propri tempi.

La tendenza a semplificare ci porta spesso a porre domande che richiedono come risposta il classico “sì” o “no”. Si tratta di domande funzionali, ma che talvolta limitano la possibilità di avviare e mantenere una vera interazione comunicativa. Le domande a scelta, invece, lasciano maggiore spazio alla conversazione e all’apprendimento di parole nuove. Per esempio: “Vuoi il latte o l’acqua?”. Offrire due alternative crea per il bambino una semplice opportunità di prendere il proprio turno nella conversazione.

Inoltre, poter scegliere gli trasmette una sensazione di controllo e lo incoraggia a provare, a esprimersi e ad avviare uno scambio comunicativo. Per iniziare a combinare le parole e produrre le prime frasi, il bambino ha bisogno di un vocabolario “minimo” di circa 50 parole. Questo dovrebbe stimolare noi genitori a essere parlatori attenti e presenti: a comunicare, a far sentire al bambino il nostro linguaggio e i nostri pensieri fatti di parole, parole che si uniscono per formare frasi.

La famiglia riveste un ruolo fondamentale nell’acquisizione del linguaggio. Attraverso un ambiente ricco di stimoli linguistici e incoraggiando i bambini a esplorare le proprie capacità espressive, i genitori possono offrire una solida base per il loro sviluppo linguistico.

Cosa possiamo fare noi genitori, oggi, in una società in cui sembra che stiamo “perdendo le parole”? Parlare con i nostri bambini fin da piccoli, in tutte le fasi che accompagnano l’acquisizione e lo sviluppo del linguaggio.

Nelle situazioni quotidiane e routinarie — come vestirsi, mangiare, lavarsi o andare a dormire — possiamo mostrare il piacere di comunicare. Proprio perché si ripetono ogni giorno, queste situazioni favoriscono la ripetizione di gesti ed espressioni verbali: il bambino sviluppa così delle aspettative e, poco alla volta, impara ad anticipare parole e azioni.

Sfruttiamo i diversi contesti della giornata per parlare con i nostri bambini, descrivendo e raccontando ciò che ci circonda. Usiamo un linguaggio semplice, ma corretto, senza semplificare eccessivamente le parole. Parliamo in modo chiaro, scandendo bene le parole e senza fretta.

Stimoliamo il bambino a riprodurre una parola o un suono associato a un significato e accogliamo con gioia ogni suo tentativo comunicativo. Parliamo insieme delle esperienze vissute, per esempio osservando fotografie o ricordando momenti trascorsi insieme.

È importante valorizzare ogni tentativo linguistico del bambino: gratifichiamolo, imitiamolo e, quando necessario, proponiamo con naturalezza la forma corretta della parola. Se non comprendiamo ciò che ci vuole dire, non colpevolizziamolo; aiutiamolo piuttosto a spiegarsi meglio.

Parlare è un gioco a due. I nostri bambini hanno bisogno di ascoltare parole per ampliare il proprio vocabolario, imparare a costruire frasi e sentirsi accompagnati nel meraviglioso percorso dello sviluppo del linguaggio.

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